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Alcuni Casi

Tizio si reca al P.S. dell'Ospedale per la comparsa di stipsi con dolore addominale,da cui, previa esecuzione di Rx torace e Rx addome, veniva ricoverato e trasferito presso il Reparto di Chirurgia Generale con diagnosi di “occlusione intestinale”. In detto reparto veniva trattato con rettoclisi, unitamente all'infusione di gastrografin, senza particolare effetto.

Il giorno successivo, compariva successivamente vomito biliare; gli veniva quindi posizionato un sondino naso gastrico, successivamente rimosso in quanto mal sopportato.

Il giorno ancora successivo, compariva vomito fecaloide, posizionato SNG con esito a 500 ml di materiale enterico misto a sangue ed eseguita TAC addominale, all'esito della quale veniva riferito ai familiari in camera che le condizioni del paziente stavano migliorando (sic!).

Il terzo giorno veniva eseguita colonscopia, dalla quale emergeva “ uno stomaco normodisteso in presenza di SNG.  Distensione con livelli idroaerei di tutto il piccolo intestino … moderatamente disteso anche il grosso intestino el cui interno si rilevano feci impregnate di mdc radiopaco... si segnala aspecifico ispessimento parietale concentrico del passaggio retto-sigma associato a marcata riduzione del lume a tale livello e discreta distensione del viscere a monte...Non sono evidenti alterazioni della perfusione dei principali vasi splancici...”. Per il paziente veniva quindi disposto d'urgenza l'intervento chirurgico, eseguito in pari data, nel primo pomeriggio;

Come emerge dalla cartella clinica, in sede di anestesia, effettuata alle ore 12,10, il medico anestesista segnalava già al momento dell'intubazione l'aspirazione dal tubo di materiale fecale denso;

In sede di intervento laparotomico veniva eseguita la resezione anteriore del retto, anastomosi colorettale ed ileostomia temporanea subito aperta;

L'esame istologico rileverà successivamente diverticolosi e peridiverticolite, in assenza di lesioni neoplastiche;

Trasferito nel Reparto Rianimazione e sottoposto a trattamento intensivo il paziente peggiorava progressivamente e molto rapidamente con un quadro di insufficienza respiratoria, instabilità emodinamica, ipotermia alternata a crisi di ipertermia, contrazione della diuresi, stato confusionale e tendenza al sopore. Gli venivano eseguite broncoaspirazioni con esame colturale positivo per la presenza di E. Coli;

Il giorno successivo all'intervento veniva eseguito Rx torace ed un esame broncoscopico attraverso il tubo oro - tracheale con riscontro di secrezioni fluide e chiare a livello dell'emisistema di destra e di secrezioni dense adese alla mucosa di colore marrone scuro a livello dell'emisistema di sinistra;

Il giorno a venire il paziente decedeva alle ore 13,50.

Veniva quindi richiesto dai familiari un parere medico legale in ordine alla condotta dei sanitari intervenuti nella storia clinica del familiare deceduto, parere che veniva redatto in termini di riconoscimento della responsabilità medica in ordine alla gestione del caso, tali da comportare eccessivo ritardo nell'esecuzione dell'intervento chirurgico.

Secondo il perito di parte, infatti, stante l'ingresso al P.S del paziente con diagnosi di “occlusione intestinale”, era non solo opportuno, ma necessario effettuare immediatamente l'intervento chirurgico. Ciò in quanto l'occlusione intestinale, di cui infatti il paziente presentava tutti i sintomi, rappresenta sempre un'urgenza chirurgica, atteso che la sua evoluzione é strettamente dipendente dalla sede della lesione occludente. Giacché all'ingresso il reparto, Tizio era stato definito in condizioni “discrete” (malgrado la situazione patologica contingente), gli esami ematochimici delle ore immediatamente successive erano in buon compenso e non esistevano controindicazioni, né attuali, né pregresse, l'intervento andava evidentemente eseguito immediatamente.

La dilazione dell'intervento quindi non era, né giustificata, né indicata ed è frutto di negligenza e imprudenza, avendo evidentemente comportato la progressione del quadro occlusivo (fino alla comparsa del vomito fecaloide) ed il deterioramento delle condizioni generali del paziente con insorgenza di uno stato tossi-infettivo devastante da contaminazione dell'albero respiratorio di sinistra.

Atteso l'infruttuoso esperimento della procedura stragiudiziale e di mediazione obbligatoria, il caso è in corso di giudizio presso il Tribunale territorialmente competente.

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