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Ecobonus e sismabonus

𝙀𝘾𝙊𝘽𝙊𝙉𝙐𝙎 𝙀 𝙎𝙄𝙎𝙈𝘼𝘽𝙊𝙉𝙐𝙎 110% DI RILANCIO DELL' EDILIZIA E RIPARTENZA DELL'ECONOMIA ITALIANA In attesa delle norme attuative cerchiamo di capire meglio cosa prevede il Decreto Rilancio e a chi è destinato.Clicca sul link sottostante per leggere l' articolo completo sul mio sito:https://www.pievaioliavvocatosara.it/ecobonus-e-sismabonus Avv. Sara Pievaioli☎️ 075 32018📌 Via G. Mercalli 2 - Ponte San Giovanni Perugia 📧 avv.pievaioli@libero.it☎️ 392/8232842

Pubblicato da Sara Pievaioli Avvocato su Sabato 6 giugno 2020

DECRETO RILANCIO-SUPERBONUS EDILIZIA“IN PILLOLE”

Il “decreto rilancio” prevede importanti novità in materia edilizia, finalizzate a rilanciarne il settore, incentivando particolarmente la sostenibilità ambientale.
Il decreto prevede un bonus rafforzato, ovvero una detrazione fiscale del 110% sulle spese di ristrutturazione degli immobili sostenute dal 1° luglio al 31 dicembre 2020.
Gli interventi ricompresi nel perimetro del decreto sono, nel dettaglio:
isolamento termico delle superfici . Spesa massima detraibile col beneficio del 110% €. 60.000,00
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda. Spesa massima agevolabile €. 30.00,00 la detrazione é estesa anche alle spese per lo smaltimento e la bonifica dell'impianto sostituito.
Interventi antisismici
Impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica. In questo caso però oltre al lavoro del fotovoltaico deve essere effettuato ANCHE almeno uno degli interventi di isolamento termico o climatizzazione. Tetto massimo 48.000,00. Per il fotovoltaico l'agevolazione non é cumulabile con altri incentivi pubblici ed è comunque subordinata alla cessione dell'energia eccedente all'autoconsumo al GSE.
Installazione negli edifici di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici Anche in questo caso però, oltre al lavoro del fotovoltaico, deve essere effettuato ANCHE almeno uno degli interventi di isolamento termico o climatizzazione.
Questi interventi dovranno garantire il miglioramento di almeno 2 classi di prestazione energetica dell'edificio, ovvero, se già l'edificio possiede una classe energetica elevata e tale da non poter migliorare di due classi, il raggiungimento dell'unica restante classe superiore.
Restano invece nella misura del 50% le detrazioni per altre tipologie di ristrutturazione edilizia e l'ecobonus al 65% per i lavori non ricompresi nelle nuove norme.
Sarà quindi necessario che la prestazione energetica dell'immobile sia certificata da un tecnico abilitato con attestazione asseverata, che deve essere fedele, pena l'applicazione di rilevanti sanzioni (da €. 2.000,00 a €. 15.000,00).

CHI PUO' USUFRUIRE DEL BONUS

Potranno usufruire del bonus i privati cittadini per la propria unità immobiliare singola , nonché i condomini, per ciascuna unità immobiliare, gli Istituti Autonomi Case Popolari ed enti con medesime finalità, le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili assegnati in godimento ai soci.
L'intervento relativo alle singole unità immobiliari deve essere effettuato da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio dell'attività di impresa, arti e professioni e solo per l'abitazione principale.
Nel novero dei beneficiari sono ricompresi:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari (affittuari) o comodatari;
- soci di cooperative divise e indivise;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l'azienda utilizza per il suo funzionamento) o merce;
- soggetti indicati nell'articolo 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Rispetto alle seconde case e agli immobili aventi destinazione non abitativa, il testo del decreto legge esclude i proprietari dal novero dei beneficiari, ma, secondo l'interpretazione fatta dall'Ance, la detrazione del 110 per cento per i lavori maggiori vale nel caso di un condominio per tutte le abitazioni siano prime o seconde case. Visto quindi il fatto che, così stando le cose, si creerebbe una disparità di trattamento tra i beneficiari, a seconda che la seconda casa sia un immobile unifamiliare ovvero un appartamento inserito all'interno di un condominio, é presumibile che la detrazione fiscale ecobonus al 110 per cento per una seconda casa che sia unità unifamiliare, in primo momento esclusa dal decreto, rientri in un futuro emendamento.

COME FUNZIONA
l'art. 119 d.: 34/2020 prevede che la detrazione si applica nella misura del 110% per tutte le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, dal quale verranno recuperate attraverso l'abbattimento delle imposte nella misura corrispondete al 110% ratealmente in 5 anni. La previsione genera pertanto nel contribuente un credito di imposta.

Altrimenti il titolare del diritto, può accordarsi con l'impresa chiamata ad effettuare i lavori sopra detti per lo sconto in fattura, ovvero sul corrispettivo dovuto per gli stessi. In questo caso il fornitore, se acconsente, recupera quanto il dovuto sotto forma di credito di imposta , ma può anche cedere detto credito ad un istituto di credito o ad un intermediario finanziario, che a sua volta, troverà spazio nel 10% per soddisfare quanto ad esso dovuto.
Per poter utilizzare una delle due opzioni, il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al superbonus del 110%. Il visto di conformità potrà essere rilasciato da:
gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria.

Rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni.

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